Meloni critica il caos UE sulle trattative per l'Ucraina
Giorgia Meloni ha duramente criticato l'approccio frammentario dell'Unione Europea riguardo alle future trattative di pace per l'Ucraina. Nella sua corrispondenza con il presidente del Consiglio europeo, la premier italiana ha esortato Bruxelles a designare un unico negoziatore per evitare che l'Europa perda credibilità e influenza sul processo diplomatico.
La premier italiana Giorgia Meloni ha lanciato una critica severa alla gestione dell'Unione Europea in vista delle imminenti trattative di pace per l'Ucraina, definendo il quadro attuale come disordinato e controproducente. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio europeo António Costa, Meloni ha esortato i leader europei a superare la frammentazione diplomatica che, secondo la sua analisi, sta erodendo la credibilità del continente.
Meloni ha descritto l'attuale dinamica come una serie di iniziative sovrapposte e incoerenti, citando come esempi negativi i recenti colloqui svolti a Miami e Oslo, nonché le diverse riunioni tra rappresentanti ucraini, statunitensi, della NATO e dell'UE a Bruxelles. Ha incluso in questa critica anche il recente scambio telefonico tra il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre con il presidente russo Vladimir Putin, definendolo parte di un approccio non coordinato.
"Un approccio disordinato con iniziative che si rincorrono e si sovrappongono non ci aiuta né verso i nostri partner né verso coloro che dobbiamo convincere a porre fine a questa aggressione inutile", ha scritto Meloni. La premier ha sottolineato che l'Italia non intende sostenere questa dinamica e intende agire attivamente per contrastare il caos in corso.
Il punto centrale della richiesta di Roma è la designazione immediata di un unico negoziatore che rappresenti l'intera Unione Europea al tavolo dei colloqui. Meloni ha chiesto ai capi di Stato e di governo dell'UE di prendere una decisione definitiva durante il vertice di Dublino previsto per novembre, con un formale mandato da stabilire a dicembre. Ha precisato di non ambire a un ruolo specifico per l'Italia o per sé stessa, ribadendo invece la necessità di una posizione europea unita.
La premier ha lanciato un monito chiaro: senza un coordinamento efficace, si rischia di "condannare l'Europa all'irrilevanza" nel processo negoziale. Questa richiesta non è nuova; già all'inizio dell'anno Meloni aveva sollecitato la nomina di un inviato speciale UE per le trattative ucraine, ma allora non era riuscita a ottenere il consenso necessario.
Mentre l'Italia spinge per una strategia comune, gli Stati Uniti stanno intensificando i propri sforzi di mediazione. Sono previsti colloqui diretti tra Russia e Ucraina ad Abu Dhabi nella prossima settimana, in un contesto diplomatico che resta incerto e frammentato.
A.Ferrara--INP