Lisbona: il distacco tra i nomi delle strade e la memoria collettiva
I residenti di Lisbona utilizzano quotidianamente i nomi delle strade senza conoscerne l'origine storica, creando un distacco tra toponimia e memoria collettiva. Questa perdita di consapevolezza culturale è accentuata dalla scarsa rappresentanza femminile, presente solo nel 5% della segnaletica urbana.
La relazione tra i cittadini di Lisbona e la toponimia urbana sta diventando sempre più superficiale. L'uso dei nomi delle strade, dei vicoli e delle piazze è diventato meccanico, privo della consapevolezza delle origini e dei significati storici che la maggior parte della popolazione ignora. Questa dinamica evidenzia una disconnessione tra il patrimonio simbolico della città e la memoria collettiva dei suoi abitanti.
Il tema è stato analizzato dallo scrittore argentino Alberto Manguel, figura centrale nel mercato culturale lisboeta, in un articolo pubblicato sul giornale Expresso. Manguel si soffermò sulla targa del largo di fronte al suo ufficio, intitolato a Doutor António de Sousa Macedo. Sebbene questa figura sia oggi sconosciuta al grande pubblico, fu un illustre personaggio del XVII secolo, noto per aver pubblicato il poema 'Ulissipo', opera accolta con indifferenza dalla critica dell'epoca.
Per chi ha vissuto nel vecchio quartiere di Santa Catarina, dove si incrociano queste strade, la riflessione di Manguel solleva due questioni fondamentali. La prima riguarda la necessità che un osservatore esterno valorizzi il ricco patrimonio toponimico locale. La seconda interroga sulla capacità collettiva di ignorare le figure e le storie dietro i nomi presenti su ogni documento di identificazione, sull'atto di proprietà della casa, sulla scheda del centro sanitario e sul portale delle finanze. Questi nomi vengono invocati quotidianamente senza che se ne conosca il reale significato.
La toponimia moderna di Lisbona tende a semplificare la vita dei residenti. Le grandi arterie portano nomi come Avenida da Liberdade, ex Passeio Público, o Avenida da República, ex Ressano Garcia. Le piazze principali includono il Rossio, noto anche come D. Pedro IV, e Marquês de Pombal, ex Rotunda. Tuttavia, la complessità emerge quando si considerano altre vie, come quella dedicata a Fontes Pereira de Melo, statista chiave della monarchia costituzionale, o ad Almirante Reis, membro della Carbonária ed eroe tragico della rivoluzione repubblicana.
Nel contesto attuale, segnato dall'impennata dei prezzi delle case, i nomi delle strade rischiano di diventare più banali. Tuttavia, la loro importanza simbolica rimane intatta. Un residente a Alvalade dal 2010 racconta di aver vissuto nella rua Guilherme de Faria, poeta vimaranense di vita breve, e nella rua Acácio de Paiva, farmacista, poeta e giornalista di Leiria. Più recentemente, si è trasferito nell'avenida da Igreja, dopo aver abitato nella Rua Conde de Nova Goa a Campolide, dedicata al politico ottocentesco D. Luís Caetano de Castro e Almeida Pimentel de Sequeira e Abreu, e in una piccola strada di Campo de Ourique che onora Joaquim José Caetano Pereira e Sousa, giurista nato l'anno successivo al terremoto.
Dal punto di vista della rappresentanza femminile, è rilevante la rua Marquesa de Alorna ad Alvalade, dedicata a Leonor de Almeida Portugal de Lorena e Lencastre, poetessa, pittrice e pedagogia nata ad Arroios a metà del XVIII secolo. Si segnala anche la rua che celebra Angelina Vidal, repubblicana dell'Ottocento, giornalista e studiosa di Lisbona, nonché il piccolo Jardim Maria de Lourdes Pintassilgo, accanto all'ospedale dos Capuchos, che onora l'unica prima ministra del paese.
La frase di José Saramago 'Conheces o nome que te deram, não conheces o nome que tens' risuona con forza in questo contesto. Riformulando l'epigrafe del romanzo 'Todos os Nomes', si pone la domanda: ripetiamo ad nauseam i nomi e le date delle effemeridi nei luoghi dove viviamo, ma ne conosciamo la storia? Sorge inoltre la questione di esaltare più nomi di donne nella storia collettiva, poiché solo il 5% delle strade di Lisbona porta nomi femminili.
L'autore di questa riflessione è nato ad Arroios a quattro mesi dal 25 aprile. Laureato in Economia all'ISEG, ha lavorato come produttore di spettacoli, giornalista e consulente di comunicazione per oltre vent'anni. Dopo aver vissuto fuori dal Portogallo a Stoccolma e Lubiana, si sente a casa a Lisbona, avendo risieduto nelle Avenidas Novas, Santa Catarina, Almirante Reis, Santo António, Campo de Ourique e, dal 2010, ad Alvalade.
I.Altadonna--INP