Angioplastica, placche di calcio presenti nel 30% dei pazienti
Gise: "Imaging di precisione troppo costoso, usato solo nel 14% dei casi"
Le placche di calcio interessano fino al 30% dei pazienti che si sottopongono a un'angioplastica coronarica, ma in Italia le tecnologie d'avanguardia di imaging intravascolare per 'vedere' dentro l'arteria, e consentire quindi il trattamento per eliminare queste ostruzioni, vengono utilizzate solo nel 14% dei casi totali. E il motivo sono i costi. È la denuncia che arriva dal 47esimo congresso della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (Gise) a Milano e che spinge la società scientifica a lanciare un appello alle istituzioni per aggiornare il sistema delle tariffe sanitarie e garantire a tutti un equo accesso all'angioplastica di precisione. Liberare le arterie del cuore dalle ostruzioni, infatti, non è più una procedura basata sulla sola 'radiografia' del vaso: oggi l'angioplastica coronarica è diventata una chirurgia d'altissima precisione, guidata da strumenti di imaging, come vere e proprie micro-telecamere ed ecografi, inseriti nelle coronarie e affiancata da tecnologie in grado di frantumare persino le calcificazioni con onde d'urto. "Le lesioni coronariche calcifiche interessano infatti circa il 20-30% dei pazienti che si sottopongono a un'angioplastica coronarica (Pci) - ha dichiarato Alfredo Marchese, presidente Gise -. I pazienti che entrano nei laboratori di emodinamica sono infatti sempre più anziani, frequentemente diabetici e con malattia di più vasi. Il vero nemico è il calcio che ricopre le pareti delle arterie, impedendo al palloncino di dilatare il vaso e allo stent di espandersi in modo corretto". Per superare questa barriera, la cardiologia interventistica moderna schiera tecnologie d'avanguardia: dalla litotrissia intravascolare, che sfrutta onde d'urto acustiche per sbriciolare il calcio dall'interno senza danneggiare i tessuti molli, all'aterectomia rotazionale e orbitale, fino ai micro-laser di ultima generazione. A guidare il medico sono l'ecografia intravascolare (Ivus) e la tomografia a coerenza ottica (Oct), strumenti ad altissima risoluzione che consentono di vedere l'interno dell'arteria "in 3D".
G.Palmiero--INP