Accelerare l'integrazione dei Balcani per il futuro dell'Ue, forum a Trieste
Il 14-15 settembre appuntamento con il See Observatory, atteso Tajani
Accelerare l'integrazione dei Balcani occidentali come scelta strategica per il futuro dell'Europa: parte da questo presupposto il forum annuale del South East Europe Observatory, in programma il 14 e il 15 settembre a Trieste. Atteso anche il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, che il 15 settembre si confronterà con gli omologhi di Albania e Montenegro, Ferit Hoxha ed Ervin Ibrahimovic, moderati dall'ambasciatore Luigi Mattiolo. L'iniziativa è stata presentata oggi nella sede dell'Ince e si rivolge in particolare ai giovani, protagonisti della prima giornata di lavori al Mib Trieste School of Management. Durante lo See Youth forum, giovani da più Paesi saranno chiamati a individuare le questioni più urgenti per il futuro dell'Europa e "disegnare l'agenda 2027" dei Liberal dialogues, da presentare poi il giorno successivo. Il 15 settembre l'appuntamento sarà al Ridotto del Teatro Verdi. Nell'occasione, tra le altre cose, sarà presentata anche la Carta dell'Osservatorio Sud Est Europa, che propone una visione strategica per accelerare l'allargamento dell'Ue, e sarà consegnata "una borsa di studio a una laureata del Montenegro per partecipare alla 37/a edizione dell'Mba in International business al Mib", ha spiegato il fondatore e ad del Mib, Vladimir Nanut. "L'Osservatorio - ha affermato Enrico Samer, del cda della Fondazione Einaudi - è nato su iniziativa della Fondazione Luigi Einaudi e del Mib e si propone attraverso i dialoghi europei di far conoscere ai giovani dei paesi coinvolti il pensiero liberale" e "generare lo spirito critico. I Liberal dialogues quest'anno hanno toccato 5 città" in Italia, Slovenia, Serbia, Albania e Montenegro, "il prossimo ne toccheranno 10". I dialoghi europei, ha sottolineato in un video il direttore del See Observatory e segretario generale della Fondazione Einaudi, Andrea Cangini, sono stati promossi "per contenere il più possibile l'opera di disinformazione e di guerra cognitiva che la Federazione russa e la Cina stanno esercitando in quell'area dell'Europa", i Balcani. "Un'opera a difesa della democrazia e per la compattezza dell'Europa", ha concluso.
A.Mariconda--INP