Brent a 104,77 dollari: crollo del 7,63% per speranze diplomatiche USA-Iran
Il prezzo del petrolio Brent ha registrato un netto calo del 7,63%, chiudendo a 104,77 dollari al barile nel mercato dei futures di Londra. La flessione è guidata dalle speranze degli investitori in una ripresa delle trattative diplomatiche tra Stati Uniti e Iran, sebbene rimanga alta l'incertezza sugli esiti delle prossime elezioni americane.
Il mercato dei futures di Londra ha registrato un netto calo per il petrolio Brent, con il contratto per la consegna a gennaio che ha chiuso in ribasso del 7,63%, scivolando a 104,77 dollari al barile. La quotazione si è attestata a 8,66 dollari sotto i 113,43 dollari con cui aveva terminato le transazioni della precedente sessione di venerdì.
La dinamica dei prezzi è stata influenzata da un rinnovato ottimismo degli investitori riguardo ai possibili sviluppi diplomatici tra gli Stati Uniti e l'Iran. Questa aspettativa nasce dalle recenti mosse del vicepresidente americano J.D. Vance, che la scorsa settimana ha inviato una lettera al segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, per sollecitare il ritorno ai tavoli dei negoziati.
Nel weekend, Teheran ha confermato di aver inviato una risposta tramite il Qatar, paese mediatore nei contatti tra le due parti. Secondo quanto assicurato dalla capitale iraniana, se Washington accettasse le sue condizioni, l'Iran potrebbe avviare in due giorni un piano per la riapertura dello Stretto di Hormuz e intraprendere trattative più approfondite per porre fine al conflitto iniziato il 28 febbraio con gli attacchi congiunti israelo-americani.
Le pretese di Teheran includono il cessate il fuoco su tutte le fronti regionali, tra cui il Libano, il sblocco dei propri attivi nei paesi terzi, il riconoscimento del controllo di Hormuz da parte di Teheran e Mascate, nonché l'abrogazione delle sanzioni petrolifere. Tuttavia, gli operatori rimangono cauti in vista delle elezioni americane di martedì, data la profonda incertezza sul futuro approccio di Washington: se dopo il voto la Casa Bianca opterà per una soluzione diplomatica o riprenderà le operazioni militari contro l'Iran.
O.Nardolillo--INP