Beauty tech, le alleanze strategiche con il mondo delle startup del gruppo L'Oréal
22 centri di ricerca, 4.000 scienziati, programma 'Big Bang' con 2.000 imprese innovative
(di Agnese Ferrara) "Stiamo entrando in una nuova era di bellezza intelligente e intuitiva. Una bellezza che non chiede più ai consumatori di indovinare o provare i prodotti, ma che li ascolta e si personalizza in base alle loro esigenze. Per questo la tecnologia, l'intelligenza artificiale e le idee di startup specializzate sono per noi fonte di collaborazioni". Così Guive Balooch, global vice president tech and open innovation del gruppo L'Oréal, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione delle novità in chiave high-tech del gruppo all'interno della decima edizione della manifestazione VivaTech, la più importante fiera europea sull'innovazione e sulla tecnologia e che vede la partecipazione di più di 14.000 startup e delle principali multinazionali del settore tecnologico, nonchè un fittissimo programma di conferenze. Nel 2025 il gruppo L'Oréal ha generato vendite pari a 44,05 miliardi di euro, si legge nella nota stampa del gruppo. Con 22 centri di ricerca, 7 hub regionali nel mondo 725 brevetti depositati nel 2025 e un team di oltre 4.000 scienziati e oltre 8.000 esperti in ambito digitale, tecnologico e di dati, la company è stata nominata dalla rivista Fortune società più innovativa in Europa nel 2025 tra 300 aziende in una classifica di 21 paesi e 16 settori europei. Nella sala affollatissima di giornalisti provenienti da tutta Europa e dall'Asia, Balooch, il manager-ricercatore con laurea a Berkeley, dottorato alla UC di San Francisco e post-doc alla Stanford University, ha spiegato: "Stiamo plasmando il futuro della bellezza con la scienza predittiva, l'intelligenza artificiale, dati unici e tutto il patrimonio che ne deriva. Abbiamo centinaia di brevetti solo nel campo dell'open innovation e un ecosistema unico di innovazione aperta creata con i nostri team. Ci piace cercare i migliori partner, sia all'interno che all'esterno del nostro settore, attraverso collaborazioni, acceleratori e investimenti". "Vi farò alcuni esempi, - ha precisato - come le partnership strategiche con NanoEntek, la startup coreana per la biostampa cellulare, o con iSmart, azienda britannica che utilizza la tecnologia Led per lo sviluppo di una maschera di ultima generazione ma collaboriamo anche con università come Stanford e il Centre national de la recherche scientifique. In secondo luogo, abbiamo un programma di accelerazione. Supportiamo startup ad alto potenziale a livello globale attraverso l'acceleratore Station F che abbiamo a Parigi e anche il nostro programma 'Big Bang', che ha coinvolto oltre 2.000 startup per il settore Beauty Tech. In terzo luogo, effettuiamo investimenti diretti di venture capital con il nostro fondo aziendale, Bold. Alcuni esempi sono la startup Zuvi per l'innovativo asciugacapelli Air Light Pro che agisce a infrarossi". "Dalle analisi biologiche approfondite ai prodotti per la longevità cellulare e ai dispositivi professionali per uso domestico, crediamo fermamente di star creando una nuova era di beautytech personalizzata e predittiva", ha concluso il global vice president tech and innovation del gruppo.
F.Ciambrone--INP
