Il tempo si dilata quando il cervello apprende un nuovo movimento
Lo studio di Sissa e Università di Roma Tor Vergata
La percezione del tempo si dilata quando il cervello impara un nuovo movimento, e paradossalmente questa distorsione è tanto più marcata quanto più si fa pratica. Un fenomeno che potrebbe contribuire a spiegare perché certi calciatori o tennisti dicono di avere la sensazione che la palla rallenti prima di colpirla. Lo indica uno studio pubblicato sulla rivista iScience dai ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste in collaborazione con l'Università di Roma Tor Vergata e l'Università di Bonn in Germania. La ricerca dimostra che, man mano che si diventa più rapidi nell'avviare un movimento, si tende a percepire come più lunga la durata di un breve stimolo visivo che lo precede. L'effetto è stato osservato in un esperimento condotto su 40 adulti, ai quali è stato chiesto di raggiungere con l'indice della mano destra alcuni obiettivi mostrati su uno schermo. Un segnale acustico indicava il momento in cui iniziare il movimento, mentre al termine di ogni tentativo lo schermo mostrava il punto esatto in cui era arrivato il dito. Ai partecipanti è stato inoltre assegnato un secondo compito: prima di muovere il dito, dovevano osservare un cerchio che si illuminava per 0,84 secondi. Dopo aver compiuto il movimento, dovevano valutare se il cerchio fosse rimasto illuminato per un tempo superiore o inferiore rispetto a quello di riferimento. In alcune prove, l'obiettivo appariva in anticipo, consentendo ai partecipanti di preparare il movimento durante l'attesa del segnale acustico. In altre, la posizione dell'obiettivo veniva rivelata solo nel momento in cui risuonava il segnale. I risultati dell'esperimento indicano che conoscere in anticipo la destinazione del movimento favorisce la dilatazione soggettiva del tempo. Ma è con la ripetizione del compito che emerge il dato più inatteso: con la pratica, i partecipanti sono diventati progressivamente più rapidi nell'iniziare il movimento e, parallelamente, hanno giudicato la luce come sempre più duratura. La distorsione poteva arrivare a circa il 25% rispetto alla durata di riferimento.
L.Gallo--INP