Un sistema 3D per studiare farmaci contro i tumori cerebrali
Risultato di una ricerca italiana
È stato messo a punto un sistema sperimentale in 3D per studiare la risposta ai farmaci nel glioma di basso grado, un tumore del sistema nervoso centrale che si manifesta spesso in età pediatrica. Il progetto, sviluppato da Università di Trento, ospedale pediatrico Bambino Gesù e Università Sapienza di Roma, rappresenta una svolta per lo studio, la comprensione e il trattamento di questa patologia. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Molecular Cancer. I tumori della glia costituiscono da soli quasi il 40% di tutti i tumori del sistema nervoso centrale. Quello di primo grado è meno aggressivo di altri, ma ancora difficile da interpretare sul piano biologico. Il team di ricerca ha provato a riprodurre in laboratorio la parte dell'encefalo da indagare per comprendere meglio la malattia. Grazie alle cellule staminali è stato sviluppato un organoide ed è stato poi indotto il tumore per osservare la malattia in un ambiente più realistico rispetto alle colture cellulari in singolo strato. "Abbiamo dimostrato che gli organoidi riproducono in modo un po' più fedele le caratteristiche molecolari dei gliomi di basso grado, rispetto alle cellule in coltura in singolo strato, avvicinandosi maggiormente ai tumori dei pazienti", commenta Evelina Miele, dell'unità di Oncoematologia del Bambino Gesù. "Sapienza Università di Roma ha invece contribuito allo studio selezionando strategie sperimentali mirate e caratterizzando il profilo immunoistochimico dei modelli, cioè studiando in dettaglio le proteine espresse dalle cellule tumorali", spiega Elisabetta Ferretti, professoressa del Dipartimento di Medicina sperimentale dell'università. L'obiettivo è superare i limiti attuali degli organoidi: "Il nostro lavoro getta le basi per piattaforme sempre più rappresentative dell'eterogeneità dei pazienti e delle loro risposte ai trattamenti nel tempo. L'orizzonte è ora arrivare a sistemi sperimentali sempre più fedeli, dal punto di vista fisiologico e clinico, per la ricerca sul glioma pediatrico", commenta Luca Tiberi, del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata dell'Università di Trento.
D.Campanella--INP