I ragazzi con Atassia di Friedreich ballano a San Siro
Una coreografia per lanciare una campagna su una malattia genetica
La danza come libertà, inclusione, pienezza di vita oltre ogni limite. Il coreografo spagnolo Carlos Diaz Gandia, ideatore di coreografie diventate virali, per artisti, tra cui Gaia, Mahmood e Tony Effe, torna con una nuova coreografia dedicata a chi vive con l'atassia di Friedreich, malattia rara neurodegenerativa di origine genetica, nella nuova edizione della campagna di informazione "Rassegnati tu! Io ballo con Friedreich", realizzata da Biogen con il Patrocinio di AISA Odv. Dal web allo stadio di San Siro: Carlos balla con Giulio, Rita e Tatiana, che vivono con questa malattia rara ed ereditaria, nel video che il prossimo 20 giugno sarà proiettato durante il pre-show del concerto di Luciano Ligabue nel grande stadio milanese. Tutti i contenuti, il backstage e i video della campagna sono disponibili sul canale YouTube @IoballoconFriedreich, a cui si aggiunge il sito web www.myfajourney.it, con informazioni e approfondimenti dedicati a questa malattia rara. In Italia le persone che vivono con l'atassia di Friedreich sono circa 1,07 su 100.000 abitanti, la maggior parte dei pazienti inizia a manifestare i sintomi durante l'infanzia o la prima adolescenza (5-15 anni) con sintomi difficili da intrepretare, come perdita di coordinazione, difficoltà di equilibrio spiega Camilla Ferrari, neurologa dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze. Nonostante gli ostacoli e le sfide quotidiane della malattia, le persone con atassia di Friedreich e le loro famiglie non si rassegnano e continuano a realizzare passioni, interessi e vivere pienamente. A questa forza ed energia inarrestabili è dedicata la coreografia ideata da Carlos Diaz Gandia, che commenta: "La danza per me è sempre stata una forma di espressione universale, che va oltre il corpo e le capacità fisiche per toccare l'anima delle persone. Nella mia carriera professionale mi sono sentito dire tante volte che non ero adatto ai canoni fisici della danza, ma non mi sono mai arreso e oggi le mie coreografie fanno ballare migliaia di persone sui palchi di tutto il mondo. Ballare con Giulio, Rita e Tatiana è stata un'esperienza straordinaria, perché insieme non solo abbiamo superato i limiti dell'atassia di Friedreich, ma abbiamo celebrato la vita. Per me la danza è proprio questo: un inno alla vita".
A.Rastelli--INP