Da meditazione a religione, pratiche aiutano contro abuso droghe e alcol
Riducono anche il rischio di uso pericoloso del tabacco
La meditazione o la partecipazione a riti religiosi riducono significativamente il rischio di abuso di alcol, tabacco, marijuana e droghe. Lo rivela una meta-analisi condotta da ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health, la prima del suo genere a mostrare gli effetti positivi della spiritualità, intesa come qualsiasi pratica, religiosa o di altro tipo. "I nostri risultati indicano che la spiritualità può proteggere dall'abuso di sostanze, una delle maggiori sfide per la salute pubblica del nostro tempo", afferma l'autore principale Howard Koh. "Per molti individui e famiglie, usare la spiritualità come risorsa, che si tratti di partecipare a funzioni religiose, meditare, pregare o cercare altre forme di conforto spirituale, può essere un modo per migliorare la propria salute". Lo studio è apparso su JAMA Psychiatry e si basa sull'analisi approfondita dei dati di 55 lavori sull'argomento, che complessivamente hanno coinvolto più di mezzo milione di persone nel tempo. La meta-analisi ha rilevato che pratiche spirituali come il coinvolgimento nella comunità spirituale e religiosa, la partecipazione a funzioni religiose, la meditazione e la preghiera, riducono del 13% il rischio di consumo pericoloso di alcol e droghe. Questa riduzione è stata maggiore (18%) tra gli individui che partecipavano a funzioni religiose almeno una volta alla settimana. Secondo i ricercatori, i risultati hanno un potenziale non solo per i singoli individui, ma anche per i medici che si prendono cura di pazienti a rischio o che lottano contro l'abuso di sostanze e per le comunità che lavorano per affrontare le epidemie di abuso di sostanze.
F.dAmico--INP