Ecco, e-car bloccate da tasse su corrente e mancati incentivi a flotte
Ricarica di auto elettrica può costare fino a 70% in più rispetto altri paesi
Tasse troppo alte sulla corrente per ricaricare le auto e mancanza di incentivi per l'elettrificazione delle flotte aziendali. Sono questi i due principali ostacoli alla diffusione delle auto elettriche in Italia, come è emerso a un convegno a Roma organizzato dal think-tank sul clima Ecco e dal sito Vaielettrico. Secondo l'analista di Ecco Caterina Molinari, una ricarica di auto elettrica in Italia può costare fino al 70% in più rispetto agli altri paesi europei, a causa del maggiore costo dell'elettricità nel nostro paese, ma anche ad una tassazione della corrente superiore a quella sui combustibili fossili, specialmente sulle colonnine pubbliche. "Un'auto elettrica, per percorrere 15.000 km in un anno, consuma 2.400 kilowattora - ha spiegato -. Un'auto a motore endotermico, per fare gli stessi km consuma 9.200 kilowattora, quattro volte tanto. Eppure, a causa della tassazione sull'elettricità per la ricarica, un automobilista che ricarica a casa risparmia appena il 30%. Ma uno che lo fa a una colonnina pubblica, risparmia solo il 3%". Secondo Ecco, l'altro grande ostacolo alla diffusione delle e-car in Italia è l'assenza di incentivi all'elettrificazione delle flotte aziendali (il 45% delle nuove immatricolazioni). I comparto riceve un flusso ingente di aiuti pubblici: si stima circa 14 miliardi euro annui tra detrazione dell'IVA, ammortamenti, agevolazioni sui carburanti, riduzioni del bollo e tassazione dei fringe benefit. Ma questi aiuti non vengono legati alla riduzione delle emissioni, come avviene altrove in Europa. Di conseguenza, le aziende non sono incentivate a scegliere le e-car. La mancata elettrificazione delle flotte aziendali impedisce poi la nascita di un mercato delle auto elettriche usate, che ridurrebbe i costi di questi e ne favorirebbe la diffusione.
O.R.Lucchese--INP