illycaffè rinnova il progetto "Visite Donate" in collaborazione con LILT
Ispirato a tradizione "caffè sospeso". Scocchia, quest'anno raddoppiamo
Dopo le oltre 1.500 prestazioni diagnostiche e specialistiche donate nel 2025 a persone in difficoltà economica e sociale, illycaffè rinnova, ampliandolo, l'impegno con la LILT, Lega Italiana Lotta contro i Tumori, sostenendo per il terzo anno consecutivo il progetto "Visite Donate", ispirate alla tradizione del 'caffè sospeso'. L'iniziativa si estende a Milano, Monza Brianza, Roma, Napoli, Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Padova, Palermo, Pescara e Trieste, raddoppiando la presenza sul territorio. Il progetto nasce per garantire prevenzione oncologica a chi è in difficoltà: "Visite Donate" è rivolto a persone fragili cui è assicurato accesso gratuito a importanti servizi di prevenzione. Per ogni carnet illyquindici - composto da 15 caffè - venduto nei bar illy aderenti entro il 31 dicembre 2026, illycaffè devolve 0,50 euro a LILT, garantendo almeno 50mila euro a copertura di 1000 visite. Raggiunto l'importo minimo, illycaffè continuerà a devolvere a LILT 0,50 euro per ogni carnet venduto. "La responsabilità sociale d'impresa deve tradursi in azioni a beneficio della collettività in cui si opera. Anche attraverso un piccolo rituale quotidiano come il caffè, tutti possiamo fare la differenza nella vita di una persona", commenta Cristina Scocchia, a.d. illycaffè. Luisa Bruzzolo, d.g. LILT Milano: "Visite donate è un progetto di contrasto alle disuguaglianze nell'accesso alla salute. In due anni illycaffè ha già donato 2.580 visite di prevenzione, e quest'anno se ne aggiungeranno altre 1.000. La prevenzione non è un privilegio, ma un diritto garantito anche alle fasce più vulnerabili della popolazione". Possono accedere alle visite pazienti con lettera di indigenza segnalate da associazioni come Caritas e Opera San Francesco, persone con codice di povertà o presentate da assistenti sociali di LILT o enti pubblici locali (Comuni, Ospedali), stranieri in difficoltà, detenuti nelle carceri del territorio.
A.Rastelli--INP