Agens, credito d'imposta anche per il tpl, le imprese sono a rischio
Shock petrolifero aumenta di oltre 200 milioni i costi annuali del carburante
"Il perdurare della crisi in Medio Oriente ha innescato uno shock petrolifero, portando a una forte volatilità dei prezzi e a timori sulla regolarità delle forniture di gasolio, gas naturale ed energia elettrica. Una situazione che le imprese del TPL non potranno reggere ancora per molto. Per questo chiediamo pari trattamento rispetto ad altri settori e cioè estendere la misura del credito d'imposta per i costi energetici anche al trasporto pubblico locale". Questo l'appello di Agens, l'associazione di Confindustria, durante l'audizione alla Commissione Finanza e tesoro del Senato in materia di carburanti. Apprezzamento dell'associazione per l'azione del governo sul taglio delle accise ma si tratta di una misura che, da sola, non basta a sostenere nessun settore. "L'attuale crisi - continua l'associazione - ha generato i seguenti aggravi economici per il tpl: oneri giornalieri aggiuntivi stimati in 0,54 milioni di euro per il solo combustibile diesel; extracosto annuo prospettico di oltre 200 milioni di euro e, infine, l'extracosto complessivo del settore che è di oltre 400 milioni di euro, includendo il trasporto commerciale operato con il restante 47% della flotta nazionale. Questo scenario sta portando in sofferenza le aziende del settore che rischiano di dover tagliare servizi o peggio ancora fermarsi". La fragilità finanziaria delle imprese del comparto, schiacciate tra l'aumento dei costi operativi e l'impossibilità di adeguare le tariffe dei biglietti, senza contare l'insufficiente dotazione del Fondo Nazionale del Traposto, oggi eroso dall'inflazione, richiede uno sforzo maggiore: "Chiediamo al governo l'opportunità di estendere il credito d'imposta anche ai veicoli adibiti al trasporto passeggeri al fine di compensare gli extracosti energetici".
E.Spicuzza--INP